La Svizzera ha partecipato a due risoluzioni relative agli effetti dell'intelligenza artificiale (IA) sulla parità di genere, sulla non discriminazione e sulla lotta alla disinformazione. Si tratta in particolare di contenere la diffusione, accelerata dall'IA, dei deepfake e dei contenuti che rientrano nelle molestie online. Nello sviluppo di queste tecnologie occorre garantire il diritto alla privacy e il principio di non discriminazione nel settore dei servizi, ad esempio in materia di risorse umane o di assegnazione di alloggi.
Giustizia transizionale
La giustizia transizionale, che costituisce una priorità della Svizzera in materia di diritti umani, si fonda su quattro pilastri: la ricerca della verità, la lotta contro l'impunità, la riparazione e la garanzia di non ripetizione. Alla 63ª sessione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, la Svizzera ha guidato un gruppo di paesi che ha contribuito all'adozione di due risoluzioni sulla giustizia transizionale. L'elaborazione del passato consente di attenuare le tensioni e di prevenire un nuovo focolaio di violenza. Dopo una guerra, la giustizia transizionale è uno strumento fondamentale per garantire la sostenibilità della pace. In tali processi, le nuove tecnologie possono apportare un importante contributo, in particolare per la documentazione dei crimini e la ricerca di persone disperse.
Contesti geografici
Nell'ambito dei dibattiti su contesti geografici specifici, la Svizzera ha sostenuto il rinnovo del mandato della Relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani in Russia e ha nuovamente condannato i colpi di droni indiscriminati contro la popolazione civile.
Si è inoltre pronunciata contro l'applicazione sistematica della violenza sessuale come metodo di tortura nei confronti di civili e prigionieri di guerra in Ucraina. La Svizzera ha inoltre sostenuto il rinnovo del mandato della Commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani e della sicurezza in Sudan.
Nell'ambito della riforma dell'architettura delle Nazioni Unite in materia di diritti umani, la Svizzera si impegna per un'armonizzazione dei metodi di lavoro degli organi convenzionali in vista di una maggiore economicità ed efficienza. È riuscita a ottenere l'appoggio di 86 Stati per la sua iniziativa.