Ministro Sikorski, Segretario generale Sinirlioğlu, Direttrice Telalian, Alto Commissario Kamp, Presidente Pons, Care colleghe e cari colleghi, È per me un onore essere qui con voi oggi e parlare a nome del presidente in esercizio dell’OSCE, Ignazio Cassis, che si rivolgerà alle partecipanti e ai partecipanti più tardi nella giornata con un videomessaggio. Ringrazio le autorità polacche per averci nuovamente accolto e ospitato. Il contesto di sicurezza odierno, in rapida evoluzione, ha un profondo impatto sui diritti umani e sulla democrazia in tutta la regione dell’OSCE. La guerra della Russia contro l’Ucraina causa gravi violazioni dei diritti umani e mina i principi e gli impegni su cui si fonda la nostra sicurezza comune. Le istituzioni democratiche e lo Stato di diritto si trovano ad affrontare sfide crescenti. Lo spazio civico si restringe; le giornaliste e i giornalisti, le difensore e i difensori dei diritti umani e altri attori della società civile sono esposti a crescenti intimidazioni e restrizioni. La polarizzazione, la disinformazione e le tecnologie in rapida evoluzione mettono ulteriormente alla prova la resilienza delle nostre società democratiche. La Svizzera risponde a questi sviluppi con un messaggio chiaro: occorre rafforzare la resilienza democratica, proteggere le libertà fondamentali e attuare efficacemente gli impegni in materia di diritti umani. Questa risposta è anche al centro del concetto di sicurezza globale dell’OSCE. Ricordiamoci che la dimensione umana della sicurezza non è semplicemente un elemento aggiuntivo. È fondamentale. Senza rispetto per la dignità umana, istituzioni tenute a rendere conto del proprio operato e una partecipazione significativa, non può esservi sicurezza duratura. Questo principio ha guidato una delle priorità della Svizzera per la sua presidenza dell’OSCE nel 2026: rafforzare la democrazia, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani. Durante tutto l’anno abbiamo lavorato con costanza per tradurre questa priorità in azioni concrete. Le nostre tre riunioni supplementari sulla dimensione umana hanno affrontato il processo legislativo democratico, la protezione dello spazio civico nell’era digitale e la prevenzione della tortura e dei maltrattamenti. In tutte e tre le riunioni abbiamo posto l’accento sull’attuazione: sulla traduzione degli impegni esistenti nella pratica. La responsabilità principale spetta agli Stati. Ma un’attuazione efficace dipende anche dalla cooperazione, tra le istituzioni e con un’ampia gamma di attori. La società civile è indispensabile per questo lavoro. Apporta competenze, individua le lacune tra gli impegni e la realtà e dà voce a chi altrimenti non verrebbe ascoltato. Per questo motivo, la presidenza svizzera ha rinnovato il mandato della rappresentante speciale per la società civile, la signora Anu Juvonen. Attraverso visite nei Paesi e scambi diretti con le autorità e la società civile, promuove una partecipazione significativa e si adopera per migliorare le condizioni in cui la società civile può cooperare in sicurezza con l’Organizzazione. Sono lieto che Anu Juvonen sia oggi tra noi e che affronterà personalmente queste questioni. La ringrazio per il suo impegno in questo importante lavoro. Care colleghe e cari colleghi, Permettetemi di passare a un ambito in cui è ancora necessario agire per colmare il divario tra gli impegni e la loro attuazione: il divieto della tortura. Il divieto della tortura è assoluto. Si applica in ogni momento e in ogni circostanza. Si fonda su un principio semplice: il rispetto della dignità umana. Eppure la tortura e altre forme di maltrattamento continuano a verificarsi in tutta la regione dell’OSCE, sia nelle situazioni di conflitto sia nei sistemi ordinari di giustizia penale. La prevenzione della tortura è da tempo una priorità della Svizzera ed era già al centro della nostra presidenza del 2014. Abbiamo collaborato con delegazioni che condividono le nostre posizioni per mantenere il tema tra le priorità dell’agenda e abbiamo contribuito all’adozione della decisione del Consiglio dei ministri di Tirana nel 2020. Quest’anno vogliamo costruire su queste basi. La tabella di marcia per la prevenzione e il contrasto della tortura aiuta gli Stati partecipanti a tradurre nella pratica gli obblighi internazionali e gli impegni dell’OSCE esistenti. Incoraggio tutti gli Stati partecipanti, le istituzioni dell’OSCE e la società civile a utilizzare la tabella di marcia, a condividere le proprie esperienze e a lavorare insieme per tradurre i nostri impegni comuni in una protezione efficace. La tabella di marcia sarà presentata domani alle 16:45 qui al Sofitel e vi invito cordialmente a partecipare all’evento di lancio. Eccellenze, La credibilità della dimensione umana dipende, in ultima analisi, dai nostri sforzi per attuare gli impegni comuni. Le istituzioni autonome e le operazioni sul terreno svolgono un ruolo essenziale nel sostenere gli Stati partecipanti in questi sforzi. La Conferenza di Varsavia sulla dimensione umana offre agli Stati partecipanti, alle istituzioni dell’OSCE e alla società civile un forum unico per dialogare direttamente. Quest’anno abbiamo apportato modifiche mirate al suo formato per rafforzarne la pertinenza e l’utilità pratica. Ringrazio la direttrice Telalian e tutto il gruppo dell’ODIHR per l’eccellente collaborazione durante tutto l’anno e per l’importante contributo alla preparazione di questa conferenza. Nei prossimi giorni avremo l’opportunità di esaminare dove i nostri sforzi comuni danno frutti, dove permangono lacune e che cosa possiamo fare insieme per colmarle. E con questo vi dico, come sempre: je vous dis, au travail! Je vous remercie!
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Resoconto·Aussenpolitik und Europa·Riscontro documentale
Discorso di apertura del segretario di Stato del DFAE Fasel alla Conferenza dell’OSCE sulla dimensione umana a Varsavia
Alla Conferenza dell’OSCE sulla dimensione umana a Varsavia, il segretario di Stato del DFAE Alexandre Fasel ha pronunciato il discorso di apertura a nome del presidente in esercizio dell’OSCE Ignazio Cassis. Ha sottolineato le priorità della presidenza svizzera dell’OSCE nel 2026 e il lancio di una tabella di marcia per la prevenzione e il contrasto della tortura.