Nell’ambito dei principali CCL, ossia quelli che assoggettano almeno 1500 persone, le parti sociali hanno concordato per il 2026 un aumento nominale medio dei salari effettivi dello 0,5% (2025: 1,2%; 2024: 2,1%; 2023: 2,5%, 2022: 0,8%; 2021: 0,4%). Tenendo conto delle previsioni di rincaro per il 2026 (+0,6%), quest’anno i salari reali nell’ambito dei CCL non dovrebbero aumentare. Complessivamente, gli adeguamenti dei salari effettivi riguardano poco meno di 700 000 persone (2025: 600 000 persone; 2024: 613 000; 2023: 655 000; 2022: 551 000; 2021: 589 000).
Nel 2026 la crescita dei salari effettivi è stata dello 0,2% nel settore secondario e dello 0,8% nel settore terziario. La media complessiva è dello 0,5%. Gli adeguamenti salariali per sezione economica sono i seguenti: trasporto e magazzinaggio (+1,2%), attività finanziarie e assicurative (+1%), attività professionali, scientifiche e tecniche (+0,8%), attività amministrative e di servizi di supporto (+0,8%), sanità e assistenza sociale (+0,8%), istruzione (+0,8%), commercio; manutenzione e riparazione di veicoli (+0,6%), amministrazione pubblica (+0,6%), servizi di informazione e comunicazione (+0,6%), attività manifatturiere (+0,3%) e costruzioni (+0,2%).
Nel 2026 l’aumento medio complessivo dello 0,5% dei salari disciplinati dai CCL si è suddiviso in aumenti individuali dello 0,3% e collettivi dello 0,2%. Il 45% della massa salariale destinata agli aumenti è stato quindi distribuito uniformemente tra le persone interessate. Nel settore secondario gli aumenti erano prevalentemente collettivi (83%), mentre nel settore terziario prevalevano quelli individuali (64%).
Nel 2026 i salari minimi fissati nei principali CCL sono stati aumentati dello 0,8% (2025: +1%; 2024: +2%; 2023: +1,9%; 2022: +0,6%; 2021: +0,2%). Poco più di 1 850 000 persone sono assoggettate a un CCL contenente disposizioni normative e salari minimi concordati.
La crescita dei salari minimi è stata dello 0,3% nel settore secondario e dello 0,8% nel settore terziario. Nelle sezioni economiche gli adeguamenti salariali sono stati i seguenti: attività non attribuibili (impiegati di commercio e personale di vendita; +2,3%), attività finanziarie e assicurative (+1,8%), altre attività di servizi quali lavanderie e pulitura a secco, saloni di parrucchieri e istituti di bellezza (+1,5%), attività amministrative e di servizi di supporto (+1,3%), commercio; manutenzione e riparazione di autoveicoli (+0,8%), amministrazione pubblica (+0,6%), costruzioni (+0,5%), servizi di informazione e comunicazione (+0,4%), attività professionali, scientifiche e tecniche (+0,3%), trasporto e magazzinaggio (+0,3%), sanità e assistenza sociale (+0,2%), servizi di alloggio e di ristorazione (+0,2%) e attività manifatturiere (+0,1%).
Per agevolare la lettura, i valori riportati nel comunicato stampa sono stati arrotondati.